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In navigazione sul Canal du Midì

1° giorno di navigazione

Siamo in navigazione da una buona mezz'ora. Le difficolta iniziali dovute al forte vento con la confidenza al timone, sono passate, la barca comincia a procedere diritta e non a zig zag. Il passaggio di un primo ponte, largo solo una quarantina di cm più della barca, ne è stata un' ulteriore conferma. La prima chiusa, con un pò di mira entriamo. Franco (il capitano) al timone ed io (il nostromo) alle corde. Lancio la fune di prua, aggancio alla bitta, la tiro per accostare la barca, stessa operazione per la fune di poppa. I portelloni si chiudono, l'acqua che ci farà salire al livello del canale successivo entra velocemente, il turbinio che crea fà muovere la barca che comunque resta vicino alle pareti senza difficolta. Finalmente siamo su, il battesimo della prima chiusa è riuscito benissimo, ora possiamo definirci "lupi di ... canale". Tralasciamo di fermarci a Portiragnes e Vias proseguiamo fino a Villeneuve le Beziers ove contiamo di arrivare per le 20. Superiamo l' ouvrages du Libron , un passaggio mobile concepito per far fronte alle piene violente di un piccolo fiume, con l' aiuto di un sistema di valvole e di coperture. Arriviamo al porticciolo di Villeneuve , molte le barche già ormeggiate, alcuni arrivati prima di noi altri di residenti fissi a giudicare dai vasi fioriti messi in bella mostra sul ponte. La manovra per l'attracco è da veri lupi di canale. Tolta la catenella di sicurezza, salto giu dalla barca e con in mano due picchetti ed una mazzetta, ancoriamo la barca per la notte. Ora possiamo iniziare ad usufruire delle comodità della barca appieno, una doccia bollente e cambio d'abito per l'uscita in paese. Villeneuve le Beziers è un piccolo villaggio a pochi km dalla più caotica Beziers. Ci inoltriamo per le ordinate vie del villaggio senza tralasciare di visitare alcune cantine che espongono la loro produzione vinicola, compriamo alcune bottiglie di moscato veramente buono, ammiriamo la facciata di una palazzina di due piani, l'altezza massima delle case del villaggio, ricoperta interamente da un " trompe l'œil " veramente ben fatto. Ne abbiamo ammirati ancora in altri paesi della Linguadoca. La piazza del Mairie con la sua mediateca, un palco allestito per una festa, un paio di bistrot con i suoi tavoli all'aperto dove contiamo di ritornare per un pastis dopo cena. Comperiamo al supermercato delle baguette e ritorno in barca per la cena. Per il pastis siamo ritornati in piazza dove, seduti ad un tavolo del bistrot, abbiamo scherzato con il cameriere circa l'esito dell'ormai prossima partita della Francia con l'Italia. Ci siamo addormentati con lo starnazzare delle anatre e richiami vari di altre specie di uccelli di cui il canale è pieno.

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2° giorno di navigazione

Il viaggio inizia con il passaggio dell' écluse di Villeneuve, manovra riuscitissima grazie all'apporto di una giovane e bella éclusier. Direzione Béziers, distanza 8 km che copriamo in 2 ore circa. Il porto di Beziérs è provvisto di banchine ma le colonnine per acqua e luce sono distrutte. Ci fermiamo e prepariamo un primo piatto, alcuni formaggi e dell' insalata per il pranzo. La chiusa, per uscire dal porto è alta una 15na di metri, il sistema di ancoraggio, a pertiche verticali, ci consente di stabilizzare la barca senza per questo dover scendere a terra. Risalita la chiusa ed usciti dal porto incontriamo un'altra grande opera: le pont canal,l un ponte che sormonta il fiume Orb attraversandolo per tutta la sua larghezza. Percorsi altri 300 metri e le molte imbarcazioni ferme indicano che siamo arrivati alle chiuse di Fonseranne, una serie di sette chiuse consecutive atte a rimontare un dislivello di circa 40 metri. In attesa del nostro turno, ormeggiamo la barca. Una moltitudine di gente è accorsa per una festa organizzata in occasione di un non bene precisato centenario, forse delle chiuse stesse. Molte le bancarelle che propongono prodotti locali, dei quali abbiamo fatto rifornimento: vino, formaggi, miele e pane con le noci. Il semaforo verde ci fà capire che è ora di ritornare alla barca per iniziare le manovre di risalita. L'ingresso nella prima vasca è diverso dalle altre chiuse, qui ora siamo in 4 imbarcazioni contemporaneamente, in più inizia a piovere. Ci sistemiamo ai nostri posti, chi a poppa chi a prua ed io a terra ad ancorare le funi che mi verranno lanciate, mentre il capitano, per solidarietà e ben saldo al timone esterno, un pò d'acqua anche per lui. L'operazione è durata circa un ora, una volta colmato il dislivello passiamo ai comandi interni, barra a dritta, velocità 8 nodi e via sparati, si fà per dire, verso Colombiers che dista circa 12 km. Il porto è accogliente, luce ed acqua funzionante. Breve manovra in avanti della barca, frenata con la retromarcia, barra a dritta e in retromarcia parcheggiamo la barca al molo, entrando con precisione tra due barche già parcheggiate. Collegamento del filo elettrico, riempimento del serbatoio acqua e escursione a Colombiers. Capatina all'ufficio del turismo, al suo interno: una mostra di pittura di un artista locale, esposizione di vini della zona, e annessa cantina con carpenteria in legno di castagno e ferro nientepopodimeno che attribuite ad Eiffel dalla solerte impiegata, si proprio quello della torre, ma i prospetti informativi non ne accennano affatto. Il villaggio è curatissimo, pulito, con immancabile il castello, la chiesa e la piazza del comune, dove un cartello di esecuzione lavori indicava il 2007 come data ultima di consegna dei lavori di ristrutturazione di un edificio pubblico. Un buontempone ha visto bene di scriverci con la bomboletta spray: réveillèz vous, sommes en 2008. ...segue

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