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Gap, au Pays des Petites Princes

Lasciamo Sisteron e proseguendo sulla N85 (Gap - Briançon - Barcelonnette) arriviamo a Gap, capoluogo del dipartimento Hautes-Alpes. Il Gapençais era parte del territorio dei Voconces, popolo gallico sottomesso dai romani durante la conquista del Narbonense nel 125-124 a.C., la cui capitale era Luc-en-Diois prima e Vaison-la-Romaine dopo. Augusto vi fece costruire, per mezzo di Cottius (un re ligure) una strada (conosciuta come Via Cottia) di comunicazione nella vallata della Durance, dopo aver assoggettato altre tribù smaniose di conservare la loro autonomia. Lo scopo di quest'importante opera era unire la città di Torino a Sisteron frammezzandola con siti di stazionamento per le truppe, da una di queste stazioni è sorta la città di Gap. Alcuni resti dell'età del bronzo indicano una presenza umana sul territorio già dal nono secolo a. C. Una cinta di mura poligonali, a 11 facce, risalenti al terzo secolo ha protetto la città dalle invasioni barbariche che si sono susseguite fino al decimo secolo. Nel corso del quinto secolo, la cristianizzazione della regione ha visto la nomina di un vescovo locale e la costruzione della prima cattedrale. Grazie alla sua posizione strategica, crocevia d'importanti strade di comunicazione, la città è diventata nel Medioevo un importante centro di scambio di prodotti agricoli e artigianali, in particolare durante le quattro fiere annuali. Gap era anche un punto di sosta per i pellegrini in arrivo dall'Italia e diretti a Santiago de Compostela dopo aver attraversato le Alpi. Nel XV secolo gli abitanti costruiranno una nuova serie di mura, sette volte più lunghe che quelle gallico-romane. Durante il sedicesimo secolo, la città fu distrutta da conflitti di religione e nel 1692 fu nuovamente incendiata dalle truppe, in ritirata, del Duca di Savoia. La creazione di nuove strade, nel diciottesimo secolo, per collegare Marsiglia a Briançon e Grenoble ha confermato il ruolo importante di Gap, nel 1790 diviene capoluogo dipartimentale. Nel 1802 il barone Ladoucette, prefetto di Gap, inizia la costruzione di una nuova strada di collegamento con Valencia, passando per il Col de Cabre, e con Italia attraverso il Monginevro. Ha anche contribuito alla nuova configurazione cittadina con un progetto di recupero delle strade medioevali e demolendo le mura della città. In tempi più recenti i Gapençais hanno vissuto l'evento storico: Napoleone Bonaparte vi trascorse la notte del 5 marzo 1815 durante il ritorno dall'esilio Elbano. L'arrivo della ferrovia, nel 1875, segna l'ingresso della città nell'epoca moderna. Oggi nonostante le significanti modifiche avviate dal barone Urban Ladoucette, la struttura del centro città mantiene una continuità storica. La fitta rete di stradine e vicoli, con case sviluppate in altezza per sfruttare al meglio ogni spazio, riflettono lo stile di vita di una popolazione costretta a vivere all'interno di mura. Migliorata con il ripristino delle facciate in un'armonia di colori pastello, le strade hanno mantenuto il loro fascino e partecipano attivamente alla rivitalizzazione del centro storico attuale.

Village de Serres

Classificato come villaggio caratteristico, deve il suo nome, Serredum, d'origine celtica, alla sua posizione geografica. Il villaggio è un po' come "La bella addormentata nel bosco": sono molti i turisti, di passaggio ai piedi del Pignolet, che restano incantati dal vecchio borgo. Entrando nel paese si rimane stregati dalla trama dei portici, dalle finestre e dalle facciate delle casette scolpite, come quella della casa del poliziotto Lesdiguieres, il quartiere della costa, le vecchie porte e la chiesa romana. La chiesa di Saint Arey, del dodicesimo secolo, una tomba israelitica della stessa epoca e il quartiere ebraico, la Cappella di Saumane e tanti ricordi che le guerre di religione hanno lasciato sul luogo. Ogni anno a fine luglio primi di agosto, le vie del borgo vecchio di Serres torna indietro nel tempo. Per due notti le facciate sono illuminate con candele, negozi di antiquariato ricostruiti come prima con esposizioni artigianali e d'arte antica. ... ... vai a Montelimar
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