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Rennes Le Château

Rennes le Château, nella vecchia lingua occitana Rènnas del Castèl o Rhedae com'era chiamata in tempi più antichi, è un comune francese situato nella regione della Linguadoca Rossiglione, nel dipartimento dell'Aude. Già meta di moltissimi viaggiatori, ma, dopo il successo del romanzo "Il Codice da Vinci" ha visto accrescere il numero di visitatori. Il fascino di RLC è dovuto a un particolare livello energetico, molto interessante, i numerosi sensitivi giunti, a Rennes Le Chateau, hanno avuto modo di sperimentare. Per me resta un posto assolutamente fantastico, sia per il paesaggio sia per la cordialità delle pochissime persone che vi abitano. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi, nel sesto secolo a. C. la regione era popolata dai celti, le loro guide spirituali erano i druidi, una casta sacerdotale con un elevato status sociale e una saggezza radicata nella conoscenza della natura. Alla tribù celtica dei Redoni secondi alcuni esperti e dovuto il nome Rhedae. Alcune monete greche sono state trovate sulla collina di Rennes Le Chateau, evidente che la colonizzazione greca della Francia del sud sia approdata fin qui. All'incirca ai tempi di Cristo, la popolazione era costituita da un amalgama di Celti, Greci, Romani ed Ebrei. Con la caduta dell'impero romano i Visigoti assunsero il controllo, oltre che della Spagna, di una striscia di territorio comprendente parte della costa mediterranea (allora chiamata "Septimania" dalla settima legione dell'imperatore Augusto che la colonizzò), regione che include RLC. Con la morte di Teodorico, i Goti impossessandosi della regione fortificarono la collina di Rhedae. I Visigoti s'insediarono nuovamente e ripetute volte nella regione, allora forte di una comunità ebraica, entrando in stretto contatto con le popolazioni poiché la loro religione di cristiani ariani (seguaci di Ario), riteneva Gesù un essere umano e quindi piena sintonia tra le due religioni. Tornando all'odierna Rennes Le Chateau, scriverò a parte dei Catari e quindi della storia di RLC, è un paesino in cima a una collina raggiungibile da una strada tortuosa che parte da Couiza, 5 km circa di curve. Il paesaggio che si scorge è a dir poco stupendo, vecchi ruderi di castelli sparsi un po' ovunque a ricordo di quanto importante fossero quei luoghi. Poco prima della curva di entrata nel paese, c'è uno slargo a uso sosta per i camper (2 posti) solitamente vuota, per la sosta delle vetture entrando in paese sono segnalati dei parcheggi. Lasciata la vettura nel parcheggio del belvedere e inoltrandoci per le viuzze del paese, notiamo subito la poca densità abitativa, un silenzio interrotto a tratti dal frinire delle cicale e dal cinguettio della popolazione ornitologica del borgo. La nostra attenzione è catturata da una casetta, una delle prime che s'incontrano, entrando in paese sulla strada che porta alla chiesa, la sua finestra è un riassunto di cimeli anti iella. Proseguendo per un centinaio di metri scorgiamo la piccola chiesa, dedicata a Santa Maria Maddalena, tante volte vista in tv. E' come la immaginavamo. Prima di entrare ci soffermiamo un po' nel giardino adiacente alla chiesa stessa, dov'è la grotta della Madonna di Lourdes, la porticina di ingresso al cimitero e la croce fatta installare il 6 febbraio 1897 al centro del giardino. Una lapide commemorativa recita: "Ave, o croce! A ricordo della visita vescovile di Sua Eccellenza Monsignor Felix Billard Vescovo di Carcassonne e della Missione predicata da R. P. Mercier, lazzarista, in occasione della festa della pentecoste - 6 giugno 1897". All'ingresso, sul porticato, "Terribilis est locus iste" la famosa frase che trae origine dal sogno di Giacobbe, figlio di Isacco e padre dei dodici capostipiti delle tribù d'Israele. Tratto dal Genesi, 28-17.
Entrando, sulla sinistra, si trova l'acquasantiera sorretta da Asmodeo, il custode degli antichi tesori del Tempio di Salomone. L'interno della chiesa è zeppo di ambiguità e di messaggi in codice oltre il succitato Asmodeo, un affresco raffigurante "Il sermone della montagna": degli oggetti d'oro sono raffigurati ai piedi del Cristo (?). Statue non usuali e una rappresentazione della Via Crucis non propriamente conforme alla tradizione cristiana. Sotto l'altare, Maria Maddalena inginocchiata in contemplazione è collocata in un paesaggio identico a quello della Tentazioni di S. Antonio rappresentato da David Teniers il giovane. Le statue di San Germano, San Rocco, Sant'Antonio l'eremita, Sant'Antonio da Padova e San Luca formano in sequenza le loro iniziali formano la parola GRAAL. Due statue rappresentano Giuseppe e Maria la madre di Gesù con in braccio, ognuna, il Bambino Gesù. Alcuni studiosi ritengono che le statue rappresentino, invece, Gesù e Maria Maddalena mentre tengono in braccio i loro due bambini. Altro mistero della chiesa della Maddalena è la vetrata delle mele blu; nel costruire le vetrate, gli artigiani hanno inserito, nell'originale, un particolare vetro colorato che verso mezzogiorno la luce penetra attraverso le vetrate proiettando sulla parete un grappolo di mele, a seguito dello spostamento del sole le mele rosse spariscono e restano solo le blu. Fenomeno visibile solo il 17 gennaio. Uscendo dalla chiesa, sulla destra, c'è l'ingresso con annessa biglietteria per entrare in quello che oggi è il museo. Una saletta è dedicato alla rappresentazione del curato Sauniere e della sua perpetua Marie Denarnaud, altre sale con reperti archeologici e paramenti sacri usati da Saunier. Il museo e stato rinnovato di recente a cura di un esperto italiano. visitate le varie sale si esce per andare in quello che era il giardino di villa Bethania, fatti pochi metri vi si trova, isolata, la tomba dell'Abbè Sauniere. La tour Magdala costruita, sul dirupo della collina, seguendo uno stile neogotico. La garitta di avvistamento, conta 12 merletti quanto i segni zodiacali, dona una vista panoramica sui pirenei francesi. Il torrione è il simbolo occulto e palpabile dei misteri di Rennes Le Chateau. La torre diventerà il ricovero personale di Françoise Bérenger Saunierer. Al piano basso collocherà la sua camera mentre al piano superiore la sua raccolta di libri. La torre dispone di una passeggiata molto panoramica, termina con una torre di vetro adibita a serra. Secondo alcune leggende, si narra che sotto la torre vi sia un passaggio segreto che la collegherà al castello di Blanquefort ed a quello di Costaussa.
Come arrivare a Rennes Le Chateau:
Dal confine italiano a Rennes le Château ci sono circa 500 km. L'autoroute A8 - E80, semplice e scorrevole, vi accoglie non appena passato il confine di Ventimiglia accompagnandovi sino a Aix en Provence. A seguire. Senza lasciare l'autostrada si prosegue sull'A7 - E80 seguendo le indicazioni per Salon de Provence, Arles, Nîmes, Barcellona. Passata Nîmes proseguite in A9 - E80 per Montpellier che supererete prendendo la direzione (A61 - E80) per Lèzignan Corbières Carcassonne Tolosa) uscendo a Carcassonne ovest dove una rotonda v'indicherà D118 - Route de Limoux che raggiungerete in una ventina di minuti (occhio ai limiti di velocità, i controlli ci sono) e superandola arriverete a Couiza. Attraversate il paese e sulla sinistra troverete la D52 che in cinque Km vi porterà a Rennes Le Château, 568 msl. La strada è tortuosa, il paesaggio dei primi monti pirenaici è stupendo.
Rennes Le Chateau in Camper:
Arrivare a RLC in auto non è un problema, in quanto il paese dispone di alcuni parcheggi interni (42°55'37..65" N- 2°15'51.20" E) di cui uno sul belvedere (42°55'38.12" N - 2°15'45.26" E) di fianco la tour Magdala. Con il camper si può usuffruire dello spazio antistante l'entrata in paese (vedi cartina) e di uno spazio un pò più distante, circa un km prima del paese, alcuni ci hanno pernottato. Nei dintorni ci sono anche degli ottimi campeggi.
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